RITORNA LA CHALLENGE CUP: SABATO ALLE 15:00 LE ZEBRE SARANNO ATTESE A PARIGI PER IL 5° TURNO DI COPPA CONTRO LO STADE FRANÇAIS

Parma, 8 gennaio 2020 – A distanza di quarantanove giorni dal loro primo ed ultimo confronto sul campo, Zebre e Stade Français torneranno a sfidarsi. La gara di ritorno, valevole per il 5° turno di Challenge Cup, andrà in scena sabato 11 gennaio alle ore 15:00 allo stadio Jean Bouin di Parigi.

La partita non avrà copertura televisiva ma sarà trasmessa -previa iscrizione- in diretta streaming sul sito ufficiale del torneo al seguente link. In alternativa, sarà possibile seguire la cronaca testuale del match sull’account Twitter delle Zebre con l’hashtag di giornata #SFPvZEB.

Entrambe iscritte nel Girone 4 di coppa assieme agli Inglesi Bristol Bears primi e ai Francesi del Brive secondi, Zebre e Stade Français occupano il 3° e 4° posto nel gruppo, rispettivamente a quota 6 e 5 punti. Le due formazioni hanno infatti colto una sola vittoria nelle prime quattro giornate della competizione, con il XV di coach Bradley impostosi sul Brive a Calvisano il 7 dicembre 2019 e i Parigini in maglia fucsia autori di un successo di misura a Parma proprio contro la squadra multicolor lo scorso 23 novembre.

Clicca e scopri la classifica del Girone 4 di Challenge Cup

A due turni dalla conclusione della fase a gironi del torneo, le due compagini sono di fatto estromesse dalla qualificazione ai quarti di finale di Challenge Cup, i quali vedranno la partecipazione delle cinque primatiste delle varie “Pool” e delle tre migliori seconde in termini di punti totalizzati.

Sebbene reduci da una vittoria con punto di bonus ottenuta sabato scorso in casa contro i Sudafricani Cheetahs, per i giocatori della franchigia federale non è il migliore dei momenti per affrontare i Transalpini dell’ex Sergio Parisse, provenienti da tre successi consecutivi infilati in Top14.

A conclusione del 13° fine settimana di gioco nel massimo campionato francese, la squadra parigina ha potuto così scavalcare in classifica l’Agen, attualmente ultimo a 18 punti. Nonostante sia ancora ingabbiata in zona retrocessione, la formazione della Ville Lumière si è avvicinata minacciosamente a Pau, Bayonne e Castres, tutte e tre momentaneamente salve benché ferme a 23 punti, appena tre in più dello Stade Français.

Questo sabato Bisegni e compagni proveranno a centrare il loro quarto successo di sempre in trasferta in Challenge Cup, al netto delle quattordici uscite complessivamente disputate nel corso delle stagioni 2014/15, 2015/16, 2017/18, 2018/19 e 2019/20.

Il 5° turno di Challenge Cup sarà diretto per l’occasione dal Georgiano Nika Amashukeli, in passato già primo fischietto di diverse gare internazionali degli Azzurrini nel Sei Nazioni di categoria e dell’Italia Emergenti in Nations Cup. Per la franchigia federale si tratterà della prima partita in assoluto diretta da un arbitro georgiano.

I NAZIONALI

Sono sei gli atleti dello Stade Français recentemente impiegati nella Rugby World Cup 2019, di cui ben cinque di nazionalità non francese. Fatta infatti eccezione per il centro dei Bleus Gaël Fickou, hanno partecipato alla nona edizione della Coppa del Mondo anche il pilone georgiano Giorgi Milikidze, il tallonatore australiano Tolu Latu, i due Pumas Nicolás Sánchez e Pablo Matera e l’ala figiana Waisea Nayacalevu Vuidravuwalu.

Non hanno invece preso parte al Mondiale, ma figurano comunque in rosa i tre Springboks Ruan Combrinck, Lionel Mapoe e Morné Steyn.

LE STATISTICHE DEL TORNEO

L’unico atleta delle Zebre che figura nelle statistiche ufficiali del torneo è l’estremo Edoardo Padovani: in campo in ognuna delle quattro sfide sin qui giocate, il 24 volte Azzurro ha registrato sin qui 39 cariche ed è attualmente 9° in questa specifica classifica.

Lo Stade Français di contro risponde con i numeri delle ali Adrien Lapegue (185 metri percorsi in tre partite) e Lester Etien (14 difensori battuti in tre incontri), del seconda linea Mathieu De Giovanni (48 placcaggi in quattro gare, di cui 4 sbagliati) e del centro Alex Arrate, il quale ha effettuato più placcaggi di qualsiasi altro trequarti in quest’dizione di Challenge Cup (35/38).

I NUMERI DI STADE FRANÇAIS E ZEBRE NEI LORO ULTIMI IMPEGNI A CURA DI ITALRUGBYSTATS

I “TOP PERFORMERS” DELL’ULTIMA GARA

LA STORIA DELLO STADE FRANÇAIS

Nato nel 1883 al cafè “Le Procope” su iniziativa di alcuni studenti del quartiere latino di Parigi, lo Stade Français è certamente una delle società più prestigiose e storiche del rugby francese. Sono quattordici i campionati francesi complessivamente vinti dal club blu e fucsia, squadra che, dall’avvento del rugby professionistico in avanti, ha sempre accolto nel proprio spogliatoio molti giocatori internazionali di rilievo. Già vincitrice di una Coppa di Francia nel 1999 e di una Challenge Cup nel 2017, la formazione transalpina proviene da alcune stagioni deludenti in Top14. Quella passata è stata chiusa all’ottavo posto, mentre l’attuale non è certo più ottimistica. La striscia di risultati sfavorevoli ha portato lo scorso 12 novembre Heyneke Meyer a consegnare le proprie dimissioni da capo allenatore. Il 52enne sudafricano (ex head coach di Stormers, Leicesters, Bulls e Springboks) ha lasciato la panchina dello Stade dopo una stagione e nove giornate di campionato. Il suo posto è stato ricoperto ad interim dalla coppia di tecnici composta dai due ex giocatori Julien Arias e Laurent Sempéré (già assistente allenatore degli avanti).

L’IMPIANTO

La squadra parigina disputa le proprie gare interne al “Jean Bouin”, impianto di 20.000 posti situato a fianco del famoso Parco dei Principi. Fondato nel 1925, lo stadio fu ristrutturato nel 1970, raggiungendo una capienza di 12.000 posti a sedere, e ancora nel 2013 con un intervento di ampliamento che portò l’impianto alla dotazione di posti attuale. Il “Jean Bouin” ospita anche le partite casalinghe della squadra calcistica femminile del Paris Saint-Germain, mentre tra il 2016 e il 2017 è stato utilizzato dal Red Star, club calcistico della terza divisione francese. Nel 2014 l’impianto è stato inoltre sede delle semifinali, della gara per il terzo posto e della finale del Mondiale di rugby femminile.

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