IL PUNTO SUL RUGBY AZZURRO E BIANCONERO: LA PAROLA AL SECONDA LINEA DELLE ZEBRE RUGBY DAVID SISI

IL PUNTO SUL RUGBY AZZURRO E BIANCONERO: LA PAROLA AL SECONDA LINEA DELLE ZEBRE RUGBY DAVID SISI

Parma, 3 Marzo 2018 – Le lamentele per l’assenza di risultati dell’Italia nel Sei Nazioni negli ultimi anni saranno anche giustificate se ci si attiene ai fatti, ma segnali effettivi dello sviluppo del rugby italiano provengono dalle prestazioni in campo di Zebre e Benetton Rugby. I progressi compiuti dalle due squadre italiane in Guinness PRO14 devono ancora apportare un cambiamento nel gioco espresso dalla Nazionale di Conor O’Shea, tuttavia chi segue Zebre e Benetton è leggermente scettico che tutto ciò possa accadere nell’immediato.

Il finesettimana successivo alla sconfitta italiana a Dublino nel Sei Nazioni, Zebre e Benetton hanno entrambe vinto fuori casa in Guinness PRO14.

L’allenatore del Benetton Rugby Kieran Crowley vanta otto successi stagionali con i suoi in campionato celtico – un netto miglioramento rispetto al record di 5, 3 e 3 delle rispettive ultime tre stagioni. La sconfitta casalinga contro Connacht due giornate fa ha interrotto la striscia positiva di risultati, arrestando a quota 5 le vittorie consecutive (record attuale del club trevigiano).

Le Zebre Rugby con Michael Bradley hanno esultato quattro volte, nonostante abbiano sfiorato il successo in molte altre gare stagionali. Si sono inoltre imposte nel match d’andata e di ritorno contro il Connacht – la loro vittoria in trasferta a Galway è stata un’importante pietra miliare emotiva per la psiche dei bianconeri.

“E’ stato un anno atipico poiché potrei elencarti almeno quattro o cinque partite dove avremmo potuto – avremmo dovuto – vincere” – dichiara il seconda linea italo-inglese David Sisi, il quale precedentemente ha giocato con Bath e con i London Irish. “La gara casalinga contro i Cheetahs spicca su tutte all’occhio, dato che abbiamo perso di 1 punto all’ultimo calcio dell’incontro [23-24]. Anche ad Edimburgo siamo usciti sconfitti per via di un solo punto [16-15], dunque ci sono state molte opportunità quest’anno in cui avremmo potuto prendere un po’ di scalpi in più, grazie al nostro modo di giocare”.

Le Zebre non hanno raggiunto il computo di trionfi del Benetton in questa stagione, ma entrambe le franchigie italiane hanno fatto divertire in molti con il loro entusiasmante gioco offensivo, in particolare quello fortemente basato sugli offload propugnato da Michael Bradley. Ed è proprio l’head coach Irlandese ad incoraggiare un gioco ancora più propositivo di quello visto sinora. Le Zebre infatti sono ad appena due mete dalle 38 segnate la scorsa stagione ed annoverano il maggior numero di offload registrato [194] rispetto a tutte le altre squadre del Guinness PRO1 4. Sono inoltre seconde nella classifica di touche rubate [158] e in quella del maggior numero di difensori battuti [309].

“La mia conoscenza del rugby italiano sarà probabilmente destinata a cambiare, e con essa lo stereotipo di un gioco fortemente incentrato sulle fasi statiche” – ammette Sisi – “Da quando sono a Parma noto che paradossalmente gli avanti amano cercare gli offload e giocare in maniera offensiva. Alcuni dei nostri giocatori di mischia quest’anno stanno disputando una stagione incredibile. Venendo a Parma ho avuto modo di conoscere un gruppo giovane e spregiudicato che entra in campo senza paura”.

Con gente del calibro dell’estremo Matteo Minozzi, il quale attualmente sta disputando un Sei Nazioni di altissimo livello, Sisi è testimone del fatto che le giovani promesse del rugby italiano sono estremamente debitori di questo stile di gioco. Anche la Nazionale Under 20 Italiana ha conosciuto un netto miglioramento sotto la guida dell’Irlandese Stephen Aboud e dispone inoltre di molti talentuosi giocatori in divenire. Bradley e Crowley sarebbero certamente entusiasti di ricevere degli innesti qualitativi nelle loro rispettive rose, tuttavia i due allenatori di Zebre e Benetton – di cui l’ex seconda linea italiana Antonio Pavanello è il direttore sportivo – meriterebbero una maggior notazione di merito per i miglioramenti tecnico-tattici apportati ai propri club.

L’ex head coach del Connacht Rugby Michael Bradley, il quale da allenatore ad interim ha guidato anche l’Irlanda nel tour estivo in Nuova Zelanda e in Australia nel 2008, dirige la panchina bianconera dalla scorsa estate, dietro suggerimento di O’Shea. Il suo stile di gioco gli è valso molti appassionati e Sisi è tra questi.

“Mike sta facendo un ottimo lavoro, è attento alle risorse e ai giocatori di cui le Zebre dispongono e penso che abbia portato un bello spirito nella società” – dichiara Sisi, i cui nonni paterni erano originari di Pistoia ed emigrarono nel Regno Unito durante la seconda guerra mondiale. “Interpretiamo abbastanza bene un rugby offensivo che si addice ai giocatori che abbiamo e al nostro modo di giocare. Michael ha abbracciato questa filosofia e ha saputo ricavare il meglio dalle Zebre. Adesso abbiamo solamente bisogno di maggior consistenza”.

Uno dei motivi per cui le due franchigie italiane stiano esprimendo un rugby più ambizioso e spregiudicato risiede nei loro progressi sul piano atletico. Pete Atkinson, che precedentemente ha lavorato con i Saracens e presso l’English Institute of Sport, attualmente sta monitorando i programmi fisici per Zebre e Benetton, oltre che per gli Azzurri. Sisi ritiene che la maggior attenzione rivolta verso questo aspetto ha aiutato i bianconeri ad essere più a lungo competitivi nelle loro partite, e lo dimostrano i convincenti ultimi venti minuti con cui il XV del Nord Ovest ha chiuso i suoi incontri.

O’Shea potrà anche aver raccolto scarsi risultati con l’Italia in questo suo Sei Nazioni, ma rimane comunque l’uomo al vertice della piramide. Bradley, Aboud, Atkinson, Mike Catt, Brendan Venter, Wayne Smith – il ct della Nazionale Italiana ha portato e porterà un gran quantitativo di cervello rugbistico nel rugby italiano.

“Conor spende molto tempo nel seguire Zebre e Benetton” – spiega Sisi, che sta disputando un’ottima stagione da quando, venendo a Parma la scorsa estate, è stato spostato dalla terza alla seconda linea in mischia. “Benetton a Treviso e noi a Parma, non siamo poi così distanti. Conor abita a metà strada e ogni tanto va a nord verso Treviso oppure muove verso sud da noi. A Parma lo vediamo abbastanza spesso ed è certamente parte del nostro organico allargato. Ha un reale interesse negli andamenti stagionali dei due club. Braldey e il suo coaching staff monitorano ogni cosa, ma anche Conor dispone di uno sguardo ravvicinato sulla nostra realtà”.

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