PADOVANI METTE NEL MIRINO IL GALLES :”SARA’ UNA GUERRA: A ROMA TUTTI DEVONO DARE IL 100% PER BATTERCI”.

Roma, 6 Febbraio 2019 –L’estremo delle Zebre e della Nazionale, entrato a partita in corso all’ala sabato a Murrayfield e autore della seconda delle tre marcature Azzurre, auspica un cambio di attenzione ai dettagli alla vigilia della sfida di Roma.

Se il Galles vincerà a Roma sabato contro gli Azzurri (diretta DMAX, ore 17.45) eguaglierà il record di 11 test consecutivi senza sconfitta realizzato dai Dragoni tra il 1907 e il 1910. Una striscia di imbattibilità semplicemente pazzesca nel rugby moderno per un movimento perennemente schiacciato da giganti come Francia e Inghilterra e costantemente alle prese con Nazioni come l’Irlanda, al top del ranking mondiale.

Per centrare il traguardo centenario, i Dragoni dovranno espugnare l’Olimpico e superare un’Italia che a Murrayfield lo scorso weekend è stata punita in maniera letale dalla Scozia di Townsend su ogni imprecisione. Negli ultimi quindici minuti, a risultato ampiamente acquisito, ha però colpito la razione Azzurra, arrivata con in campo una coppia di centri che si conosce bene come Campagnaro e Morisi ed un triangolo allargato formato da Hayward, Esposito e Padovani.

All’estremo delle Zebre, che se scenderà in campo sabato festeggerà la sua 17esima presenza internazionale, abbiamo chiesto cosa si aspetti dalla sfida dell’Olimpico, esordio casalingo dell’Italrugby di Conor O’Shea.

Edoardo, sabato a Roma ‘si può fare’? Chiaramente noi dobbiamo crederci e, in tutta onestà, noi ci crediamo dal primo all’ultimo. Sappiamo che per riuscirci dovremo giocare come nell’ultimo quarto d’ora con la Scozia.

Cosa non è andato a Murrayfield? Credo si siano incrociati una serie di fattori negativi. Loro hanno fatto alcune mete molto belle, bisogna ammetterlo, ma se siamo onesti con noi stessi dobbiamo riconoscere che la maggior parte di queste sono arrivate su errori nostri. Loro ci hanno messo sotto grande pressione ma le due marcature del primo tempo sono scaturite da possessi nostri persi in maniera gratuita e banale: la prima da un punto d’incontro e la seconda da un errore nel gioco.

Il Galles viene da un successo sulla Francia che sembrava insperato. Un match dal quale gli uomini di Gatland sono “riemersi” da uno 0 a 16 per poi strappare la vittoria nel finale. Cosa ti ha colpito maggiormente del Galles di Parigi?Hanno fatto ottime sequenze difensive ma non hanno fatto una partita eccelsa dal punto di vista della resa generale. Errori di handling sopra la loro media e qualche sbavatura di troppo hanno macchiato la loro prestazione. La Francia ha sbagliato tanto al piede e ha concesso mete facili… detto questo i gallesi sono stati davvero bravi a restare in partita e sono stati molto cinici ad approfittare al meglio delle occasioni che si sono presentate loro quando la Francia ha peccato di disciplina. 

Quali credi siano le mosse che gli Azzurri devono mettere in pratica per contrastare la minaccia gallese? Dovremo innanzitutto migliorare l’esecuzione e mantenere sotto controllo la disciplina, che con la Scozia è andata bene visto che abbiamo concesso solo sette calci di punizione in tutto l’incontro. Ovviamente sarà necessario giocare molto di più nella loro metà campo ed esprimere un volume di gioco maggiore, controllando di più il possesso e soprattutto, come detto, riuscendo ad essere più precisi nella nostra esecuzione: nelle uscite dai nostri 22metri e nelle fasi decisive del match. Abbiamo poi la necessità di dimostrarci “prepotenti” nel contatto e nell’uno-contro-uno, tanto attacco quanto difesa.

Warren Gatland in settimana ha dichiarato che la “pazienza” sarà fondamentale per i suoi, richiamando l’ultimo episodio (con lui in panchina, nda) del 2015 quando, dopo un primo tempo assai equilibrato (14 a 13), i gallesi segnarono ben 47 punti nella ripresa… anche voi vi aspettate un match che si risolverà nei secondi 40 minuti di gioco? Si, puntiamo chiaramente ad un match tirato. Dovremo restare in partita per tutti gli 80 minuti di gioco se vogliamo battere questo Galles. Mi auguro che sabato a Roma riusciremo a tenere il punteggio sotto controllo fino all’ultimo, quando i dettagli faranno la differenze. Penso infatti che la disciplina negli ultimi 15/20 minuti sarà determinante.

Articolo di Enrico Borra per il sito web del Guinness Sei Nazioni

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