“NEL RUGBY, COME NELLA VITA, BISOGNA PROVARE E RIPROVARE: NON TUTTO ARRIVA SUBITO E FACILMENTE!”

IL N° 5 DELLE ZEBRE 2012-20 – GEORGE BIAGI

Parma, 22 marzo 2020 – Il XV delle Zebre 2012-20 ha il suo capitano! Col 55 % delle preferenze, George Biagi supera Marco Bortolami nella finale del sondaggio lanciato sui canali social delle Zebre per eleggere il n° 5 della super formazione scelta dai tifosi multicolor stessi.

Forte delle sue 119 presenze con la franchigia federale, il seconda linea italo-scozzese è il giocatore che ha guidato più volte di tutti il suo club; sono infatti 55 le apparizioni da capitano del 23 volte Azzurro: cifra che fa di lui il condottiero della squadra ideale delle Zebre 2012-20.

Cresciuto a Barga in provincia di Lucca dove compì gli studi elementari e medi, Biagi si avvicinato al rugby solamente ai tempi del college frequentato a Edimburgo. Tornato in Italia per studiare Economia alla Bocconi, militò nel Grande Milano e a seguire nell’Amatori Milano prima di approdare nelle file dei Cavalieri di Prato con cui vinse la promozione nel massimo campionato italiano.

Il debutto in campionato celtico e nelle coppe europee avvenne nel 2010 con gli Aironi. Allo scioglimento della franchigia con sede a Viadana nel 2012, Biagi si trasferì in Inghilterra dove fu ingaggiato dai Bristol Bears, disputando una stagione nel Championship, il campionato di seconda divisione inglese.

A partire dal 2013/14 il 34enne è parte dello spogliatoio delle Zebre, squadra che lo ha visto esordire con gli Azzurri nel Sei Nazioni 2014, ottenere il titolo di quinto centurione della storia del club il 26 gennaio 2019 nel match di Guinness PRO14 contro i Sudafricani Cheetahs ed anche una prestigiosa convocazione col club ad inviti dei Barbarians nell’autunno del 2019.

Ti aspettavi questo riconoscimento dai tifosi? “Fa molto piacere: sono andato punto a punto con Federico Ruzza -il presente della nazionale italiana- in semifinale e poi una finale bellissima che ho vinto contro una leggenda del rugby”.

Una super sfida in finale con l’altro grande capitano della storia del club, cosa ti ha lasciato essere stato compagno di Marco Bortolami? “Un grande professionista, un leader che ha dato tanto per il nostro club e che fa parte della storia del rugby italiano. Porto nel cuore gli anni che ha passato qui a Parma”.

Sei il giocatore con più esperienza della rosa, cosa comporta all’interno della vita del club e verso i tuoi compagni? “Il mio compito insieme ad altri senatori è quello di tenere alti gli standard professionali della squadra. L’obiettivo è far sì che i nuovi arrivi trovino oggi il club un posto migliore di quando sono arrivato io. Spetterà poi a loro fare lo stesso in futuro”.

Il compagno di questi anni che vorresti sempre avere al tuo fianco? “Andrea De Marchi, compagno di tanti anni e compagno di stanza in trasferta. Con lui andrei ovunque e so di poter sempre contare su di lui, dentro e fuori dal campo nella vita”.

La partita che vorresti rivivere e rigiocare? “La prima vittoria a Cardiff del 2013 difendendo alla morte a tempo scaduto con l’uomo in meno. Mi piacerebbe rigiocare lo 0-3 col Leinster di Novembre 2019 a Parma: un’occasione unica che ci lascia ancora amaro in bocca”.

Sei appena diventato papà per la terza volta: qual è il più grande insegnamento che ti ha dato il rugby? “Nel rugby come nella vita bisogna provare e riprovare: avere pazienza fino a quando non riesci a raggiungere il tuo obiettivo. Non tutto arriva subito e non è facile. Questo è l’insegnamento che sto dando alla mia prima figlia nelle sue attività”.

Come vedi il futuro delle Zebre? “In questa stagione sono stati annunciati diversi rinnovi importanti; si sta portando avanti un progetto a lungo termine. Il lavoro di coach Bradley e dell’amministratore unico Dalledonne dimostrano che sono stati loro i migliori acquisti 3 anni fa. Basi solide e giocatori giovani italiani, la direzione è giusta!”

Un saluto ai tifosi delle Zebre: “Vi aspettiamo tutti quanti al Lanfranchi appena si ricomincerà a giocare: avremo tutti una grande voglia di rugby. Questa astinenza ci farà assolutamente bene”.

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