MICHELANGELO BIONDELLI È CONCENTRATO SULLA SFIDA COL BENETTON RUGBY: “IL DERBY SI VINCE SOPRATTUTTO CON LA TESTA”

Parma, 29 aprile 2021 – Rientrate a Parma da Edimburgo con un punto di bonus difensivo, le Zebre Rugby hanno aperto la settimana di allenamenti in vista della seconda giornata della nuova competizione internazionale Guinness PRO14 Rainbow Cup.

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La gara è in programma venerdì 7 maggio, quando alle ore 19:00 i cugini del Benetton Rugby saranno attesi allo Stadio Lanfranchi di Parma.

Il match sarà trasmesso in diretta sugli schermi di Dazn e segnerà il 23esimo incontro ufficiale con i Leoni.

Ha presentato la sempre più vicina sfida con i trevigiani l’estremo ferrarese Michelangelo Biondelli, in meta proprio lo scorso gennaio nel secondo derby stagionale con i biancoverdi.

Fermato per protocollo concussion il 6 marzo al Lanfranchi contro i Glasgow Warriors, l’ex regista del Rugby Viadana e delle Fiamme Oro Rugby è pienamente ristabilito e guarda con trepidazione a questa grande classica della storia celtica del rugby italiano.

Sarà il terzo incontro di quest’anno tra le due massime franchigie italiane, appuntamento di cartello che cadrà a circa due mesi di distanza dalla fine della stagione e dalle convocazioni Azzurre per i test match estivi.

Un bel palcoscenico, oltre che una grande chance per il prodotto del Cus Ferrara Rugby, convocato a più riprese ai raduni della Nazionale maggiore e ancora a caccia del suo primo cap con l’Italia.

Clicca e ascolta la videointervista esclusiva a Michelangelo Biondelli

Com’è stato il ritorno in campo dopo circa un mese di stop? “Il ritorno in campo stato emozionante: mi mancava giocare! Scendere in campo in uno stadio come Murrayfield ha poi un sapore sempre particolare”.

Su quali aspetti hai lavorato nelle ultime settimane che ti hanno visto a riposo? “Dopo l’episodio di concussion ho rispettato il protocollo. Ci è voluto un po’ di più del dovuto perché c’era ancora qualche sintomo durante le prime settimane e infatti volevo ringraziare lo staff tecnico, medico e fisioterapico, oltre che tutto il club, perché sono stati molto attenti in questa procedura. Con la testa c’è poco da scherzare”.

Vi aspettavate questo tipo di partita a Edimburgo? Quali sono state le principali difficoltà che avete trovato nel match? “Nel secondo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà nel possesso territoriale e abbiamo giocato troppo tempo nella nostra metà campo. Ogni fallo che andavamo a commettere ci portava a giocare nei nostri 22 e ci costringeva a difendere, per cui abbiamo subito troppo la pressione degli Scozzesi”.

Cosa portiamo di buono dalla sfida con Edimburgo? Quali sono stati gli aspetti migliori della gara? “Di contro nel primo tempo siamo andati bene, siamo pian piano saliti di colpi, prendendo il controllo della gara fino a chiudere la prima frazione di gioco in vantaggio sul 13-7”.

Questa settimana sarà libera da partite, poi ci saranno le due sfide col Benetton Rugby. Come imposterete il vostro lavoro in vista del primo derby con i Leoni di venerdì 7 maggio? “Stiamo lavorando innanzitutto sugli errori commessi a Edimburgo. Cerchiamo di migliorare i dettagli in vista della gara col Benetton Rugby che sappiamo essere una partita molto importante. E’ il derby: noi li conosciamo e loro conoscono noi. I Leoni hanno attraversato una stagione difficile per cui vorranno sicuramente riscattarsi. Nelle ultime partite sono stati autori di buone prestazioni, per cui ci aspettiamo una bella partita”.

Quali aspetti del gioco pensi possano essere determinanti nella sfida col Benetton Rugby? “I dettagli ma anche l’attitudine in campo: il derby si vince soprattutto con la testa”.

Sei alla tua seconda stagione a Parma. In quali aspetti del tuo gioco pensi di essere maggiormente cresciuto in questi ultimi due anni alle Zebre? “Penso di essere migliorato nella gestione tecnico e tattica della partita. Il livello del PRO14 è molto più alto rispetto a quello del Top 10 e ora mi sento un giocatore più completo”.

Quant’è importante il sostegno di amici e familiari? Chi è stato importante nella tua esperienza nell’alto livello? “Il mio percorso, come quello di molti miei coetanei, è partito dalle accademie, e questo mi ha portato a partire di casa molto presto. Credo che sia importante sentire l’affetto e il sostegno della famiglia, oltre che trovare dei punti di riferimento nella città dove ci si sposta. Avere attorno a sé persone fidate per affrontare al meglio l’esperienza che stai per compiere è necessario”.

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