IL CENTRO TOMMASO BONI PROTAGONISTA DELL’INTERVISTA SETTIMANALE

IL CENTRO TOMMASO BONI PROTAGONISTA DELL’INTERVISTA SETTIMANALE

Parma, 25 Ottobre 2018– Il centro delle Zebre Tommaso Boni è il protagonista dell’intervista settimanale a cura dell’ufficio stampa della franchigia federale che ha come obiettivo quello di presentare alla comunità bianconera tutti gli atleti della rosa a disposizione di coach Bradley. Il 25enne ci parla del suo ruolo in campo, del suo stile di gioco preferito e dell’inizio di stagione. In vista della sfida di domani sera a Parma contro Edinburgh, Boni ci racconta quali saranno le insidie della gara del Lanfranchi e come trovare la giusta concentrazione per affrontare un’importante gara.

Sei nato a livello rugbistico a Mogliano Veneto, in una delle culle del rugby italiano. Cosa rappresenta per un giovane trevigiano il rugby oltre ad una disciplina sportiva? Il rugby è molto presente in Veneto: rappresenta per la nostra cultura una seconda famiglia.E’ uno sporto molto formativo con tanti valori importanti nella crescita di un uomo. E’ lo sport della mia famiglia: mio zio e mio padre hanno giocato. Per me è un orgoglio poter giocare a rugby. 

Hai percorso tutta la trafila delle nazionali giovanili e poi dell’Accademia Nazionale, è stato importante avere davanti un preciso percorso di crescita col supporto dei tecnici federali? Questo percorso all’interno della federazione mi ha dato molto: è molto importante sia il livello tecnico ma soprattutto quello umano di chi ti allena: sotto questo aspetto i tecnici federali sono stati esemplari.

Qual’è il rugby preferito da Tommaso Boni? Quello delle Zebre! Fatto di tanto gioco, ricicli, avanzamento e difesa agressiva. Mi trovo molto bene con questa tipologia di gioco.

Sei spesso  impiegato sia da primo che da secondo centro: raccontaci le principali differenze tra la maglia numero 12 e quella numero 13?Ci sono molte differenze sia in attacco che in difesa. Il 13 è più solitario nelle decisioni in difesa mentre il 12 lavora più in sincronia con l’apertura ed aspetta le scelte all’esterno del secondo centro. In attacco invece il primo centro dirige di più il gioco portando più palloni, mentre il 13 coglie invece più le occasioni. Sono due ruoli vicini in campo ma molto diversi: mi piace interpretarli entrambi.

Zebre e Parma, questa è la tua quarta stagione alla Cittadella del Rugby: qual’è il tuo rapporto con un’altra delle città storiche del rugby italiano ed il suo pubblico? Un bellissimo rapporto con la città ed il pubblico che di anno in anno risponde sempre meglio. Lo reputo un rapporto molto positivo: qui mi sento davvero a casa.

Un infortunio non ti ha permesso di scendere in campo nel finale della scorsa stagione, come ti senti e com’è cominciata per te la nuova stagione che ti ha visto in campo in 7 delle 8 gare fin qui disputate? E’ stato un infortunio lungo: ringrazio il lavoro dello staff medico e fisioterapico che mi ha supportato. Sono tornano, non ancora al 100% ma lavoro giorno per giorno per tornare al meglio della mia condizione. 

Quest’anno gli avversari conoscono il gioco delle Zebre fatto di possesso e continui ricicli alla ricerca dell’avanzamento: quali gli aspetti da sviluppare per sorprendere ancora le difese avversarie? Un’aspetto importantissimo è quello dell’efficacia: a volte esprimiamo molto gioco ma nei 22 avversari facciamo fatica a concretizzare. La svolta potrebbe essere proprio questa: diventare più cinici nei 22 avversari.

Archiviata la prima finestra della EPCR Challenge Cup col successo contro Bristol, si ritorna nel Guinness PRO14. Quali le differenze nell’affrontare le due competizioni?Le coppe europee sono una vetrina internazionale molto ambita: tutte le squadre mettono in campo la formazione migliore. Si alza così il livello generale di una competizione davvero dura.

Domani sera al Lanfranchi arrivano gli scozzesi dell’Edinburgh. L’anno scorso eri in campo in Scozia nella sconfitta di misura 16-15, una beffa che non avete certo dimenticato. Che avversario ci aspetta? Abbiamo perso all’ultimo e ci pesa ancora quella sconfitta. Il nostro avversario è cresciuto sotto molto punti di vista: tatticamente e fisicamente e lo si vede dalle recenti prestazioni e vittorie. Dobbiamo rispondere al meglio in campo, non ho dubbi che lo faremo.

Settimana particolare per la squadra che ha accolto solo oggi i nazionali: come avete preparato la sfida e quali gli aspetti chiave su cui avete lavorato per superare gli scozzesi? Settimana strana con due allenamenti senza i 12 nazionali: ringraziamo i ragazzi giovani degli altri club che sono venuti ad aiutarci nel preparare la sfida.Ci siamo concentrati molto sulla difesa come la settimana scorsa.

Come prepari invece a livello personale le tue partite; come trovi la concentrazione giusta? La concentrazione deriva dal fatto di essersi allenati bene durante la settimana e di aver svolto bene il proprio compito. Arrivi così alla partita con una positiva consapevolezza che ti fa essere pronto per scendere in campo.

Nelle ultime due partite contro Bristol sei subentrato nel secondo tempo: in panchina riesci a leggere meglio alcune dinamiche per entrare in campo e dare un apporto decisivo come successo spesso in gare punto a punto vinte nella ripresa come contro Cardiff e Bristol?Stando in panchina intuisci meglio il gioco degli avversari e ti adatti di più alle dinamiche della gara. Quando sei titolare devi rischiare di più per capireil gioco. Forse entrare dalla panchina è per me più facile.

Appuntamento domani, venerdì 26 Ottobre alle ore 20 allo Stadio Lanfranchi per la sfida di Guinness PRO14 contro gli scozzesi dell’Edinburgh, valida per il settimo turno del torneo celtico.

La scheda del giocatore:

Nome:Tommaso

Cognome:Boni

nato a:Mestre (VE)

Il: 15/01/1993

Altezza:187 cm

Peso:105 kg

Ruolo:Centro

Honours: Italia, Emergenti, U20, U18, U17

Caps:11

Presenze in Guinness PRO14:45

Presenze in EPCR Champions Cup:4

Presenze in EPCR Challenge Cup:19

Club precedenti:Mogliano Rugby, Accademia Nazionale “Ivan Francescato”

Instagram:tommaso_boni.smy

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