GIULIO BISEGNI: “CON LE ZEBRE RUGBY SONO DIVENTATO UOMO! E MI SENTO ANCORA PARTE DEL PROGETTO”

Il 9 ottobre a Newport, nel match tra Dragons e Zebre Rugby, Giulio Bisegni è entrato in campo per primo, fatto normale in quanto capitano della squadra. Il centro del campo, però, lo ha raggiunto da solo per qualche secondo: nel rugby è prassi lasciare la scena iniziale a chi si appresta a giocare la 50esima o, nel suo caso, la 100esima partita con la stessa maglia. Quella delle Zebre che il trequarti veste dalla stagione 2013/14.

Nel club dei 100 ha raggiunto De Marchi, Biagi, Palazzani, Chistolini e Fabiani. «E’ cambiato parecchio, in generale, e in meglio, dalla mia prima stagione. Sono arrivato da ragazzino, quasi, sono stato accolto come in una famiglia e sono diventato uomo compiuto; non mi sento arrivato, ma ancora voglioso di fare parte del progetto» commenta il 28enne laziale.

Un traguardo bagnato con la realizzazione di una meta, purtroppo non sufficiente a raccogliere punti, la numero 12 in Guinness PRO14 che gli ha permesso di raggiungere Meyer al quarto posto dei metamen zebrati all-time in campionato. La sua buona prestazione gli è valsa l’inclusione nel XV ideale del secondo turno di PRO14.

 

 

Dall’11 ottobre sta partecipando al raduno della nazionale a Roma in vista dei recuperi delle partite del Sei Nazioni con Irlanda, sabato a Dublino, e Inghilterra, il 31 a Roma, ultimi tentativi per provare a cancellare lo zero nella casella dei punti in classifica anche se il pronostico non è certo favorevole: «Dobbiamo alzare un po’ il livello, tenere dal punto di vista fisico e metterli sotto pressione con la difesa per cercare, poi, di essere efficaci in attacco. Teniamo comunque conto che il gruppo si è ringiovanito e che stiamo proseguendo un percorso».

Raduno che ha subìto un piccolo intoppo e un minimo di preoccupazione per la positività riscontrata a Varney, svanita, poi, per tutti, con un secondo giro di tamponi negativo: «Sì, fortunatamente, anche perché l’obiettivo, non solo della nazionale, è giocare; abbiamo dovuto organizzarci diversamente per qualche giorno».

Preoccupazione, per non dire ansia, terminata, per Bisegni, dopo il ritrovamento, avvenuto domenica, del suo cane Pericle dileguatosi il 12 ottobre da una struttura ducale dove era momentaneamente ospitato: «Decisamente. Ho perso un po’ di ore di sonno, la mia compagna era a casa da sola e doveva lavorare. Con gli animali domestici si crea un legame affettivo forte. Devo ringraziare la comunità parmigiana che ci ha espresso solidarietà, si è adoperata per le sue ricerche, incluso il centro dov’era il cane che non ha disconosciuto nulla, anzi».

Alcuni giocatori, chiusa la carriera con le Zebre o con altri club ducali, hanno fatto della nostra città la base del loro futuro; Bisegni, che sta per laurearsi in ingegneria gestionale, ci pensa: «Io sono stato accolto molto bene a Parma, qui la mia compagna ha un lavoro stabile: perché no. Se nel dopo carriera riuscissi a trovare una sistemazione, nell’ambiente del rugby locale o in un’azienda per il tipo di studio che sto facendo… Speriamo».

Intervista di Paolo Mulazzi al centro delle Zebre Rugby Giulio Bisegni pubblicata sulla Gazzetta di Parma venerdì 23 ottobre 2020

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