EMILIANO BERGAMASCHI: “ABBIAMO L’OCCASIONE DI SVILUPPARE DEGLI AVANTI DI LIVELLO MONDIALE”

Parma, 14 settembre 2021 – Rientrate a Parma da Padova dopo la vittoria dell’amichevole col Petrarca Rugby, le Zebre Rugby hanno svolto la scorsa settimana due allenamenti congiunti con gli atleti del Rugby Viadana 1970.

Il confronto coi gialloneri è stato un ulteriore banco di prova per testare lo stato di forma del XV di coach Bradley in vista del calcio di inizio dello United Rugby Championship, in programma venerdì 24 settembre alle 18:35 allo Stadio Lanfranchi di Parma contro i Sudafricani Lions.

A poco meno di due settimane dal primo turno del prestigioso torneo internazionale, il neo-allenatore della mischia Emiliano Bergamaschi ha rilasciato la sua prima intervista ai microfoni del sito web della franchigia federale.

Il 47enne italo-argentino ha parlato di questa sua nuova esperienza alle Zebre Rugby e del suo inserimento nello staff e nel club con sede a Parma.

L’ex allenatore della mischia dei Pumas alla Coppa del Mondo del 2015 ha quindi illustrato il lavoro che vorrebbe impostare già da quest’anno col giovane pack multicolor, oltre che i suoi obiettivi stagionali e aspettative.

Clicca e guarda la videointervista esclusiva al neo-allenatore della mischia delle Zebre Rugby Emiliano Bergamaschi

Com’è stato il trasferimento a Parma insieme alla tua famiglia e come vi state trovando in città? “Il trasferimento in Italia è stato molto rapido, lavoravo in Brasile quando mi si era presentata l’occasione di unirmi allo staff tecnico delle Zebre. E’ una bella sfida per me e la mia famiglia, ma anche una splendida occasione per scoprire la terra dei nostri avi. Sarà bello apprendere la cultura italiana, sono sicuro che sarà una esperienza formativa per tutti noi”.

Come prosegue invece l’inserimento alle Zebre? Che gruppo hai trovato? “Lo staff è molto valido e Mike è una persona straordinaria, dalla mentalità e l’atteggiamento molto aperto. Ci permette di interagire e dire la nostra in ogni momento, mi sento davvero a mio agio qui. La struttura del centro sportivo è ottima. Certo, c’è sempre qualcosa che si può migliorare, ma gli standard sono di buon livello. La squadra è composta da un gruppo di giocatori molto giovani e talentuosi, con la chiara intenzione di migliorarsi e di diventare sempre più competitivi. E’ davvero un bell’ambiente dove poter lavorare”.

Quali sono i punti di forza del giovane pack multicolor e quali invece gli aspetti su cui lavorare maggiormente? “Il pacchetto di mischia delle Zebre è molto giovane, ci sono in particolare alcuni prospetti interessanti da sviluppare. In questo momento abbiamo la straordinaria occasione di renderli dei giocatori di livello mondiale. Sappiamo che non siamo il più grosso e il più alto dei pacchetti di mischia del torneo, per cui dobbiamo essere molto intelligenti nell’elaborare una strategia che si possa sposare al tipo di giocatori che abbiamo qui. Sto ancora conoscendo i ragazzi e il loro spirito di squadra, cercherò di imprimere la mia impronta di allenatore nel gruppo”.

Su quali aspetti state lavorando in queste settimane che ci accompagneranno al calcio di inizio dello United Rugby Championship in programma venerdì 24 settembre a Parma contro i Sudafricani Lions? “L’anno scorso gli avanti delle Zebre hanno disputato una buona stagione, registrando delle statistiche di gioco interessanti. Dobbiamo mantenere inalterato questo trend. Personalmente, sto cercando di aggiungere qualche piccolo dettaglio nelle aree di gioco in cui vogliamo continuare a crescere. Il focus del mio lavoro sarà mantenere alta la competitività del pack, migliorando alcuni piccoli aspetti”.

Che Zebre dobbiamo aspettarci quest’anno? Che tipo di gioco prediligi fare con gli avanti che alleni? “Le Zebre hanno uno stile di gioco chiaro e definito: continueremo a lavorare per allenare una squadra che ama giocare a rugby e mantenere il possesso, senza perderlo con facilità. Dobbiamo sviluppare nei giocatori la consapevolezza di dover fare la scelta giusta nel momento giusto, oltre che l’importanza di mantenere il possesso del pallone”.

Che obiettivi ti poni per questa tua prima stagione alle Zebre? “E’ difficile da dire. Mi pongo l’obiettivo di mantenere elevati gli standard del club e trovare il modo di alimentare una crescita continua nei giocatori. A livello personale, è anche una bella sfida il riuscire a far integrare la mia famiglia in Italia nel migliore dei modi, ma anche abituarmi io stesso in un nuovo club, una nuova competizione, con giocatori e membri dello staff che non conoscevo prima”.

Sei stato assistente allenatore dei Pumas che hanno chiuso al quarto posto il Mondiale del 2015 in Inghilterra. Che esperienza è stata e in cosa pensi ti abbia arricchito? “Il solo fatto di aver partecipato ad un Mondiale è una bellissima esperienza. Per me, inoltre, non è stata la fine di un percorso, bensì l’opportunità di aggiungere un ulteriore tassello di crescita al gruppo che mi ero trovato ad allenare l’anno precedente; un gruppo che non era abituato al nostro stile di gioco. Abbiamo sviluppato questi atleti in campo, ma anche, cosa più difficile, fuori dal campo. Ogni esperienza, bella o brutta che sia, che fai al Mondiale è positiva, una lezione che ti resta”.

Che tipo di allenatore sei? Cosa chiedi ai tuoi ragazzi e qual è il tuo approccio e la tua etica del lavoro? “Mi piace lavorare molto sui dettagli, ma anche vedere che i ragazzi rispondono autonomamente ai nostri feedback, facendo da soli ciò su cui lavoriamo insieme ogni settimana. Mi piace il momento dell’allenamento, concentrarmi sui dettagli, vedendo poi il risultato del nostro lavoro nella performance dei ragazzi”.

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