DAVID SISI GUARDA AL LAVORO DEI GIOVANI E AL FUTURO LUMINOSO DEL RUGBY ITALIANO

Parma, 27 aprile 2021 – Molti giocatori delle Zebre hanno composto l’ossatura della Nazionale che è scesa in campo nel Sei Nazioni 2021 senza però ottenere una vittoria. L’ultimo successo nella kermesse europea è datato 28 febbraio 2015, quando l’Italia superò nel finale la Scozia a Murrayfield.

Nonostante l’acceso dibattitto sulla presenza o sull’estromissione degli Azzurri nel torneo, David Sisi è convinto che il rugby italiano abbia un futuro luminoso.

“Credo che il punto di svolta arriverà quando questi giovani ragazzi prenderanno in mano il testimone e saranno pronti a cambiare le sorti del rugby italiano in tornei come il Sei Nazioni”, ha detto il seconda linea nato a Rinteln in Germania.

“Questo renderà le franchigie più forti e beneficerà le Zebre nel lungo periodo. Sono convinto che si andrà in questa direzione perché vedo il lavoro quotidiano dei giovani e lo paragono al mio quando avevo la loro età e giocavo in Premiership”, aggiunge l’ex avanti di London Irish e Bath.

“Vogliono essere migliori e vogliono che il rugby italiano migliori, quindi quando lavorano così duramente come stanno facendo, si può andare in un’unica direzione. Sì, ci vorrà del tempo, ma l’esperienza e il vedere questi ragazzi mi dà molta fiducia e mi fa credere di essere sulla strada giusta”.

Il 2015 è stato l’ultimo anno in cui l’Italia ha evitato il proverbiale cucchiaio di legno. Qualche mese dopo, alla Coppa del Mondo in Inghilterra, sette membri della squadra Azzurra avevano 23 anni o meno. Nel Sei Nazioni 2021 erano quindici i giocatori di quell’età.

I risultati nell’ultimo Sei Nazioni e il divario nei punteggi finali hanno deluso le aspettative del gruppo, benché si siano visti segnali incoraggianti e buone prospettive di gioco nell’Autumn Nations Cup.

Sisi ha aggiunto: “Quando si guarda ai ragazzi che stanno salendo alla ribalta come Danilo Fischetti o Giosuè Zilocchi vediamo come i giovani abbiano l’opportunità di progredire molto rapidamente in Italia”.

“Mi entusiasma il fatto che siamo riusciti a far entrare questi ragazzi alle Zebre, facendoli addirittura debuttare con la Nazionale. Questo è il più grande cambiamento che vedo: i ragazzi giovani e talentuosi stanno ottenendo adesso le loro opportunità e non esitano a prenderle”.

David Sisi è convinto del futuro positivo che attende il rugby italiano.

Dal suo esordio con l’Italia prima del Mondiale del 2019, Sisi ha raccolto 15 caps con l’Italia, forte delle radici toscane dei suoi nonni paterni.

Per il 28enne cresciuto nel Regno Unito scambiare la Premiership con il Guinness PRO14 è stato “una grande scommessa”. Una scommessa che ha comunque portato i suoi frutti: da flanker dell’Inghilterra Under 20 che non riusciva a liberarsi dagli infortuni, Sisi è diventato seconda linea e capitano delle Zebre.

“La cosa ironica è che nella prima parte della mia carriera mi sono spostato tanto. Da quando sono arrivato a Parma nel 2017, l’Italia è il posto dove sono rimasto più a lungo”, ha rivelato Sisi.

“Avevo bisogno di un cambiamento e le Zebre mi hanno offerto questa opportunità. Mi piace pensare di aver potuto ripagare la fiducia che hanno avuto in me. Ho accumulato le presenze e abbiamo ottenuto alcune ottime vittorie nel corso della mia carriera a Parma, quindi sì, è un’esperienza davvero divertente e piacevole.

“Quando sono arrivato in Italia mi sono innamorato nuovamente del rugby e adesso ho ancora voglia di crescere e di godere della mia esperienza col club”.

 

 

L’impegno di Sisi con le Zebre è stato evidente lo scorso mese quando ha raggiunto l’accordo per il rinnovo di contratto con la franchigia federale fino al 30 giugno 2023.

Il 28enne ha spesso guidato il XV multicolor quest’anno, con capitan Tommaso Castello fuori per infortunio, contribuendo al doppio successo delle Zebre nei due derby natalizi col Benetton Rugby.

La squadra ha chiuso la stagione in Guinness PRO14 con quattro vittorie, una in più rispetto alle tre dello scorso anno.

Sisi ha aggiunto: “Sappiamo che il potenziale c’è. Abbiamo inserito in rosa un sacco di giovani ragazzi nel corso di questi due anni”.

“Quando i Nazionali sono via, questi giovani giocatori mantengono alto il livello della squadra. E’ questo il più grande miglioramento che ho visto alle Zebre da quando sono qui”.

“Il club è molto più resiliente quando gioca senza i suoi Azzurri, mantenendo un alto rendimento di gioco nonostante l’assenza di una dozzina di giocatori anziani”.

“Adesso tocca a noi veterani, dopo il Sei Nazioni, contribuire ad alzare di nuovo lo standard”.

 

 

Le Zebre avranno la possibilità di dimostrarlo durante la Guinness PRO14 Rainbow Cup, la nuova competizione internazionale apertasi venerdì scorso a Edimburgo.

Due derby sono stati già segnati in agenda per il XV di coach Bradley, nominato qualche settimana fa allenatore della stagione del Guinness PRO14. Venerdì 7 maggio le Zebre affronteranno il Benetton Rugby a Parma, mentre la sfida di ritorno è in programma sabato 15 maggio a Treviso.

Sisi ha spiegato l’importanza delle partite con i Leoni: “Innanzitutto per l’orgoglio del proprio club; in secondo luogo, per aggiudicarsi una convocazione nella Nazionale che è principalmente trainata dalle due franchigie”.

“C’è un’enorme enfasi su questi match, in chiave locale e internazionale”.

“Sono sempre partite molto combattute e chiuse con poco margine di punteggio. Siamo contenti di aver vinto i due derby a gennaio e di esserci imposti giocando il rugby espansivo che piace a noi”.

Le Zebre e David Sisi sperano di poter ripetere l’impresa anche a maggio.

Intervista di George Sessions a David Sisi pubblicata sul sito del Guinness PRO14

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