CAPITAN BISEGNI ED IL DOTTOR DE BIASE PRESENTANO IL PERFORMANCE HUB

PERFORMANCE HUB: IL CONSIGLIO DEI MEDICI DELLA CASA DI CURA CITTA’ DI PARMA AL SERVIZIO DELLA COMMUNITY DELLE ZEBRE RUGBY

Parma, 5 marzo 2021 – I segreti per una corretta alimentazione applicata allo sport ed i consigli di medici specializzati in ortopedia e traumatologia a portata di clic, ecco il Performance Hub delle Zebre Rugby.

Sul sito delle Zebre www.zebrerugbyclub.it è attiva la nuova sezione Performance Hub, un innovativo progetto che mette a disposizione di tutti le competenze dei professionisti del settore medico e nutrizionale che quotidianamente si prendono cura del benessere fisico degli atleti delle Zebre e della Nazionale Italiana.

L’iniziativa – realizzata in collaborazione coi top partner del club Casa di Cura Città di Parma e Amoretti Cibi d’Autore – è stata presentata alla Cittadella del Rugby con un primo incontro tra il capitano Giulio Bisegni e il dottor Carlo Felice De Biase della struttura sanitaria parmigiana d’eccellenza, moderato dal direttore commerciale delle Zebre Roberto Avesani.

 

:”Diverse sono state le ragioni che ci hanno portato a sviluppare questa nuova sezione del sito web di Zebre chiamata Performance Hub: da un lato gli ottimi riscontri in termini di lettura degli articoli già pubblicati sui temi sul nostro sito” ha dichiarato Roberto Avesani. “Altresì è fondamentale per Zebre poter condividere con la base del movimento e con tutta la community digitale le migliori competenze nella fase post-infortunio e sulla nutrizione che oggi sono quotidianamente al servizio della squadra multicolor”. Lo sportivo ed il tifoso possono ora sentirsi ancora più vicini ai professionisti della franchigia federale. Grazie a Performance Hub tutti hanno la possibilità di fare le proprie domande mediche ai professionisti di Casa di Cura Città di Parma, un servizio utile prima di un possibile consulto di persona.

I due ospiti di questa prima iniziativa digitale hanno raccontato la loro esperienza diretta nel campo dell’infortunio e del recupero.

 

Com’è cambiato il rugby del capitano delle Zebre dall’estate 2014 quando hai firmato con la franchgia federale?

Giulio Bisegni : “E’ evidente che anche il rugby ha avuto un’evoluzione fisica, giocatori con esplosività e velocità elevate. I margini si stanno riducendo in campo, con molti atleti simili; tutti veloci e oltre i 100 kg, tutti molto dinamici ed impattanti in tutto il campo. La prestanza fisica è aumentata esponenzialmente, in questi 7 anni di mia presenza alle Zebre ho visto completare rose più ampie a livello numerico e pure un cambiamento nella preparazione fisica, con sempre più attenzione alla prevenzione ed alla cura degli infortuni per evitarli. Quest’ultima è una componente molto importante nello sport professionistico, per non vedere atleti importanti fuori per infortunio molti mesi.  La gestione del lavoro settimanale si complica sempre di più, la richiesta fisica negli allenamenti si avvicina sempre più all’intensità delle gare, ma senza dimenticare il recupero. Non si guarda più solo alla prossima partita, ma anche in ottica del medio termine. Il lunedì dopo la gara è più di scarico e di studio, il martedì è più fisico perché distante dal weekend, il giovedì è una sessione dedicata più alta potenza e velocità, il venerdì invece c’è la rifinitura gestita dal capitano in vista della gara del sabato”.

Quanto invece le tematiche sull’infortuni e sul recupero sono fondamentali nel rugby moderno?

Carlo Felice De Biase :”Da ex ala degli Azzurri di fine anni ’80 ho sempre voluto mettere a disposizione degli sportivi l’attuale know-how. Ancora oggi, nonostante il rugby abbia fatto passi avanti enormi, c’è bisogno di assistenza sul post-infortunio per avere le stesse possibilità che hanno gli atleti professionisti. In un recente congresso ho mostrato la mia foto a fianco a quella di Mattia Bellini per mostrare com’è cambiato il rugby: quasi 15 cm e 20 kg a favore dell’ala delle Zebre! Oggi l’impatto è molto più impegnativo da arginare e le spalle molto utilizzate nei placcaggi”.

Il numero 12 multicolor, fermo per un infortunio, ci racconta come si affrontano le fasi post-infortunio.

“Il mio è stato un infortunio avvenuto nel finale a Brive in Challenge Cup. All’ala fronteggiavo un giocatore figiano esplosivo; in un cambio di passo mi ha preso col ginocchio sull’inserzione tendinea del pettorale che si è staccato immediatamente. Un infortunio che può accadere ma un giocatore non pensa mai prima di una partita che l’infortunio possa capitare” le parole di Giulio Bisegni.  “Sia il medico chirurgo che lo specialista fisioterapista come il nostro Matteo Cavalca sono fondamentali, condividendo con loro molto della tua giornata. Diventano come confidenti che devono motivare o frenare un atleta che freme verso il rientro. La giusta attitudine nel post-infortunio si allena anche grazie alla disponibilità di questi professionisti che ci seguono quotidianamente”.

Quali sono le fasi classiche che accompagnano un atleta dall’infortunio al suo pieno recupero?

Carlo Felice de Biase :”Quando non si riesce a placcare correttamente di spalla il braccio viene portato in retroposizione, dove può avvenire il danno. La spalla è più facilmente interessata da questo tipo di lesioni, la dinamicità dello sport è cambiata ed il rugbista uno sportivo particolare: deve usare molto la testa e la gestione dell’infortunio dev’essere molto accurata; sia a livello patologico ma pure la nel gestire la predisposizione alla sofferenza ed al gioco che il rugbista ha nel dna e che lo spingerebbe a tornare quanto prima in campo.  La fase di conferma della diagnosi è fondamentale con la diagnostica per immagini. Poi insieme allo staff medico del club si sceglie la terapia con trattamento chirurgico o meno, nel caso di Giulio Bisegni -giocatore professionista- abbiamo scelto di operarlo. Gli atleti hanno capacità di recupero molto diverso dalle persone normali. Nella successiva fase di riabilitazione un aspetto importante -da condividere coi fidati fisioterapisti a cui affidiamo i pazienti- è spesso quello di dover tenere a freno la voglia di rientrare in campo degli atleti, focalizzandoci su una completa guarigione”.

Come può essere utile a tutti gli sportivi che seguono le Zebre Rugby questo innovativo servizio di Performance Hub?

Carlo Felice de Biase :”Casa di Cura Città di Parma copre tutta la traumatologia sportiva con una competenza completa. Grazie a Performance Hub tutti possono fare la propria domanda a noi medici. Il nostro consiglio e/o conferma di una diagnosi difficile è ora a disposizione della comunità delle Zebre, con l’obiettivo di dare supporto a tutte le persone e soprattutto ai tanti giocatori sparsi in tutta Italia. A noi medici il compito di plasmare il percorso dello sportivo professionista sulle effettive necessità dello sportivo adolescente, amatore o old che magari hanno difficoltà ad avere consulti o risposte ai loro dubbi.

Nel futuro invece come l’obiettivo di preservare la salute degli atleti potrà influire sulle regole del rugby?

“Rimanendo sul mio infortunio alla spalla, sicuramente un placcaggio basso è meno pericoloso proprio perché l’avversario riesce a impattare con meno energia rispetto al tronco del corpo. Quello alto invece risulta più efficace a livello strategico per rallentare il gioco avversario e tentare anche di recuperare l’ovale strappando la palla o tenendo alto l’avversario.” racconta Giulio Bisegni.

“La Federazione Internazionale World Rugby sta facendo tanto in questa direzione. Penso che anche qualche regola sul placcaggio potrebbe essere rivista per calmierare questi impatti e tutelare maggiormente la salute dei giocatori.  Tornare a placcare un po’ più basso, sulle gambe, aiuterebbe ad abbassare gli infortuni alle spalle, sicuramente” il parere di Carlo Felice De Biase.

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